mercoledì, 03 novembre 2010

I protocolli di Sion e il berlusconismo

O voi che poco studiate e riflettete, il Canaro vi illumina su come ambigue persone arrivano al potere e gestiscono la cosa pubblica:

 

".....La politica non ha niente in comune con la morale. Il governante che si lascia guidare dalla

morale non è un politico abile, e quindi, il suo trono è precario. Colui che desidera governare

deve far ricorso all'astuzia ed alla finzione. Le grandi qualità nazionali, come la franchezza e

l'onestà, sono dei difetti in politica. .. Il nostro diritto sta nella forza. La parola "diritto" è un

pensiero astratto, e non è dimostrata da nulla. La parola vuol dire nient'altro che: Datemi quello

che voglio che lo possa dimostrare che sono più forte di voi.... attaccare col diritto dei forti, e

gettare ai venti tutte le forze esistenti di ordine e di controllo, per ricostruire tutte le istituzioni e

per diventare il capo supremo di quelli che ci hanno lasciato i diritti del loro potere, avendoli,

con il loro liberalismo, volontariamente deposti........Gli amministratori, che sceglieremo tra

il pubblico con una severa attenzione per le loro capacità di ubbidire con animo servile, non saranno

delle persone addestrate nelle arti del governare, e quindi diventeranno facilmente delle pedine

nel nostro gioco................ C'è una grande forza che crea gli spostamenti di opinione della gente,

a disposizione degli stati odierni: la Stampa. La Stampa svolge la funzione di indicatore dei bisogni che sembrano

essenziali, di dare voce alle rimostranze della gente, di esprimere e di creare lo scontento.....

Attraverso la Stampa, abbiamo guadagnato il potere di influenzare, mentre noi rimaniamo

nell'ombra.............I popoli goyim (branco di bestie) soffrono pazientemente sotto i dittatori-premier

di oggi, e sopportano abusi tali che per il più piccolo avrebbero tagliata la testa a venti re.....

E così, la gente condanna i giusti ed assolve i colpevoli.............

 

Il Canaro, illuminatore di popoli.

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venerdì, 15 ottobre 2010

Da Franco Battiato

Lascia tutto e seguiti. Nel giorno della fine non ti servirà l'inglese.

21:20 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

La crisi

O voi, che con la crisi incombente non potete neanche cambiare la vecchia tunica e gli usurati calzari, che dinoccolati vi trascinate nell'agorà con la pancia vuota e i morsi della fame che vi attanagliano, nutritevi di filosofia, una mente sazia dimentica le necessità del corpo. Ponete quindi i vostri quesiti su questa pergamena e il Canaro vi sazierà.

Il canaro, filosofo sazio.

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mercoledì, 16 aprile 2008

Il Perchè

Il ragionare ci rende diversi dagli animali, la sublimazione del ragionamento è la filosofia. Essa ci apre uno spiraglio nei perchè della vita, perchè siamo qui e dove andiamo, del perchè delle cose, degli avvenimenti e perchè proprio a noi. E, cosa più grande, ci aiuta ad accettare il distacco momentaneo dal corpo rendendo un traguardo di pace ed evoluzione dello spirito quello che è considerato un dramma, la fine di tutto. Così non è. Il rapporto col Divino comincia ad avere un senso, ripulendoci delle storielle raccontateci da piccoli e assurdi dogma. Vivere di filosofia per arrivare alla conoscenza.
Tutto ciò vi invito a farlo tra il serio e il faceto, con ironia e divertimento, affinchè la filosofia non sia ostica ma divertente.

Il Canaro

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giovedì, 07 febbraio 2008

Il pacco di biscotti

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Compro' anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare piu tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei comincio' a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si senti' indignata ma non disse nulla e continuo' a leggere il suo libro. Tra se' penso' 'ma tu guarda se solo avessi un po piu' di coraggio gli avrei gia' dato un pugno...' Cosi' ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna penso' 'ah, adesso vogliobproprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!' L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a meta'! 'Ah!, questo e' troppo' penso' e comincio a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incammino' verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si senti' un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri.Chiuse il libro e apri' la borsa per infilarlo dentro quando................. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Senti' tanta vergogna e capi' solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell' uomo seduto accanto a lei che pero' aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.

LA MORALE: Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!! Esistono 5 cose nella vita che non si RECUPERANO: Una pietra dopo averla lanciata, Una parola dopo averla detta, Un'opportunita' dopo averla persa, Il tempo dopo esser passato, L'amore per chi non lotta.
Qualcuno una volta ha detto:
Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando.
Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.'

Lapo, il filosofo dell'elettrodomestico

 

 

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martedì, 05 febbraio 2008

Miracoli in arrivo

Cari filosofi, da ultimi rilevamenti, la Chiesa è sotto il 50% dei consensi della popolazione. Ed ecco che viene riesumato Padre Pio, la madoninna di Civitavecchia viene rivalutata e la sacra sindone si scopre che forse gli esami che la datavano al medioevo sono stati sbagliati. Aspettiamoci altri miracoli, i tempi sono maturi.


Il vostro Canaro, che senza di lui sarete dei gran creduloni parrocchiani, malgrado le porcherie che fate !!

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venerdì, 04 gennaio 2008

Essere e apparire

Quando soffriamo dentro di noi, abbiamo la tendenza a considerare emotivamente e passionalmente le cause del nostro malessere, allontanandoci dalla comprensione delle vere origini dei nostri problemi. Dovremmo sforzarci di vedere in maniera neutra e distaccata quali sono le reali cause del nostro malessere, come se guardassimo noi e le nostre situazioni da fuori, e vedessimo la nostra vita da un punto di vista più neutrale.
Ogni essere umano nasce da solo, e muore da solo, con sé stesso. La vita egli la trascorrere in compagnia di altre persone, quali i famigliari, gli amici o il partner, ma questa è solo una fase transitoria che dopo un certo numero di anni finisce. Ogni essere umano deve realizzare e rendersi conto che egli è un'entità unica, e che la sua mente, la sua volontà, la sua voglia di fare, la sua consapevolezza, sono le sole cose che possiede che formano la sua essenza di uomo o di donna. Avere delle proprietà, una bella casa, un bell'aspetto, un bel modo di parlare, un bel modo di presentarsi, sono solo cose illusorie che non cambiano di una virgola l'essenza di un essere umano.
Al contempo il suo aspetto, i suoi averi, il suo modo di parlare, la sua posizione sociale, non gli potranno mai dare la felicità, ma solo l'illusione transitoria che tutto ciò può renderlo felice e realizzato.
Purtroppo la società oggi si aspetta da qualsiasi persona che essa si comporti secondo schemi prestabiliti e secondo modelli che non possono essere diversi dall'avere una buona posizione sociale, un buon reddito economico, un bell'aspetto ecc. Tutte cose indispensabili per non essere considerati anormali, strani, ‘out' o 'diversi' da questa nostra società. Mostrarsi agli altri come gli altri vogliano che tu sia, sarà sempre una causa di sofferenza e di disequilibrio. In realtà molte persone hanno paura di sentirsi sole ed emarginate. Essere qualcosa che nella realtà non esiste. Un essere umano dovrebbe essere onesto verso sé stesso e verso gli altri, per potersi capire e poi realizzare.

20:15 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: essere e apparire, filosofia | OKNOtizie |  Facebook

domenica, 23 dicembre 2007

Auguria a tutti di un felice 2008

Contratto di Auguri
Io sottoscritto (d'ora in avanti "l'Augurante") chiedo al mio interlocutore (d'ora in avanti "l'Augurato") di accettare senz'alcun obbligo, implicito o esplicito, i voti più sinceri dell'Augurante (d'ora in avanti "gli Auguri") affinché l'Augurato possa trascorrere nel migliore dei modi (ove nella frase "migliore dei modi" si sottintende da parte dell'Augurante e si presuppone da parte dell'Augurato un atteggiamento che tenga conto delle problematiche di carattere sociale, ecologico e psicologico, che non sia causa di tensione e/o competizione, né comporti o favorisca alcun tipo di assuefazione o di discriminazione, sia sessista, sia di diverso carattere) per la festività coincidente al Solstizio d'Inverno convenzionalmente nota come "Natale", ma che può essere chiamata e celebrata dall'Augurato secondo le sue tradizioni religiose e/o laiche, premesso il debito rispetto nei confronti delle tradizioni religiose e/o laiche di persone di qualunque razza, credo o sesso diverse dall'Augurato, ivi comprese coloro che non praticano alcuna tradizione religiosa e/o laica. Qualsiasi riferimento a qualunque divinità, figura mitologica, personaggio tradizionale, reale o leggendario, vivo o morto che sia, a simboli (ove sono compresi tra l'altro - ma non limitatamente - canti e rappresentazioni artistiche, letterarie e sceniche) religiosi, mitologici o della tradizione che possa essere ravvisato direttamente o indirettamente nei presenti Auguri non implica da parte dell'Augurante alcun sostegno nei confronti della figura o del simbolo in questione. L'Augurante chiede inoltre all'Augurato di accettare gli auguri per un felice (ove l'aggettivo "felice" viene definito tra l'altro - ma non limitatamente - come "gratificante dal punto di vista personale, sentimentale, finanziario e privo di complicazioni di carattere medico, dirette o indirette") anno 2008. L'Augurante sottolinea che la datazione "2008" è qui considerata come convenzionale, così com'è considerata convenzionale la data del 1° Gennaio come inizio dell'anno, dichiara il suo assoluto rispetto per altri tipi di datazione legati alle differenti culture religiose e/o laiche di cui l'Augurante riconosce il prezioso contributo allo sviluppo dell'attuale società multietnica. Augurante e Augurato convengono inoltre su quanto segue:
- Gli Auguri valgono a decorrere dalla data del presente accordo al 31 Dicembre 2008, dopodiché dovranno essere esplicitamente rinnovati da parte dell'Augurante.
- Gli Auguri non implicano alcuna garanzia che i voti di "felicità" espressi dall'Augurante trovino un effettivo riscontro nella realtà dell'Augurato, il quale non potrà attribuire all'Augurante alcuna responsabilità civile e/o penale e/o morale per la loro mancata attuazione.
- Gli Auguri sono trasferibili a terzi purché il testo originale non subisca modifiche o alterazioni. La libera diffusione del testo non implica tuttavia il pubblico dominio del testo stesso, i cui diritti appartengono in ogni caso al detentore del copyright.
- L'Augurante declina ogni responsabilità derivata dall'utilizzo degli Auguri al di fuori dai limiti prescritti; in particolare, l'Augurante declina ogni responsabilità per eventuali danni fisici o morali all'Augurato e/o a persone e/o sistemi informatici a lui collegati derivati dall'invio degli Auguri mediante e-mail o qualunque altro metodo di trasmissione, elettronico o di diverso genere, attualmente in uso, in fase di sperimentazione o non ancora inventato.
Ciò stabilito, Buon Natale 2007 e Buon Anno 2008

Lapo, il filosofo dell'elettrodomestico

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lunedì, 19 novembre 2007

La mente nel buddhismo

Se la quintessenza dell'insegnamento buddhista è la conoscenza della mente e del suo stato naturale, allora ricostruirne la storia è praticamente impossibile! Infatti questa conoscenza è "primordiale", antica quanto la mente degli esseri viventi, connaturata a questa. La mente degli esseri viventi, a sua volta, è "senza inizio", completamente al di là dei concetti ordinari di sorgere e cessare. Sono i fenomeni fisici - come il corpo degli individui, le civiltà, i continenti, i pianeti, i sistemi solari e gli universi interi - ad essere soggetti a nascita, cambiamento e cessazione; ma la mente, che è la capacità di conoscere e fare esperienza, è senza inizio e senza fine.

 

 

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venerdì, 26 ottobre 2007

A vita, poesia di Totò

'A vita

'A vita è bella, si, è stato un dono,

un dono che ti ha fatto la natura.

Ma quanno po' sta vita è na sciagura,

vuie mm' 'o chiammate dono chisto ccà?

E nun parlo pe me ca, stuorto o muorto,

riesco a mm'abbuscà na mille lire.

Tengo 'a salute, e, non faccio per dire,

songo uno 'e chille ca se fire 'e fà.

Ma quante n'aggio visto 'e disgraziate:

cecate, ciunche, scieme, sordomute.

Gente ca nun ha visto e maie avuto

nu poco 'e bbene 'a chesta umanità.

Guerre, miseria, famma, malatie,

cristiane addeventate pelle e ossa,

e tanta gioventù c' 'o culo 'a fossa.

Chisto nun è nu dono, è 'nfamità.

 

11:52 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: totò | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 18 ottobre 2007

I Catari, la grande paura della chiesa

I Catari furono la grande alternativa religiosa alla Chiesa Cattolica d'Occidente nel XII e XIII secolo. Nei loro confronti la reazione della Chiesa fu fortissima e probabilmente proporzionata alla paura che questa setta potesse mettere in crisi l'intera istituzione cristiana. Non si trattava infatti di singoli eretici da punire, ma di un fenomeno di vasta portata, a cui l'Europa occidentale medioevale non era abituata,. E' difficile altrimenti da spiegare la creazione di un potentissimo mezzo di repressione, come l'Inquisizione, la fondazione di un ordine religioso, i domenicani, preposti a confutare le dottrine catare e l'organizzazione di una crociata, con relativa licenza di massacro di cristiani contro altri cristiani. L’eresia dei Catari viene erroneamente considerata una mancanza di fede, in realtà la loro "eresia" non nasce dal non credere, ma da un bisogno di credere e di vivere diversamente la propria religione. Essi intendevano tornare al modello ideale di chiesa descritto nei vangeli e negli atti degli apostoli. I Catari si caratterizzarono per un radicale anticlericalismo che rimetteva in discussione l’esistenza delle strutture e del personale ecclesiastico. La Chiesa assunse un atteggiamento estremamente duro nei loro confronti.
Per i Catari ogni Uomo doveva liberare il suo animo dal potere del male che governava il mondo terreno. Il messaggio dei Catari era un invito alla liberazione, e ciascuno doveva seguire la parola di Cristo. Per i Catari la Chiesa avendo accettato il potere e le ricchezze aveva scelto il male e quindi non era più in grado di offrire alcun aiuto per la purificazione. La salvezza poteva venire solo dalla nuova chiesa dei Catari. Ogni comunità conservava una sua autonomia resa ancora più grande dal fatto che, a differenza della Chiesa cattolica, non esisteva un’entità centrale incaricata di fissare un’ortodossia comune. Il fascino esercitato dalla chiesa catara fu molto forte, e questo fu dovuto al rigore morale che la distingueva dalla Chiesa cattolica, composta da uomini molto spesso mediocri e corrotti. Un altro motivo del successo dei catari fu di tipo dottrinale. I Catari si erano subito proposti come l’autentica Chiesa di Cristo, quella degli apostoli. Dopo il Concilio cataro di Saint Felix de Caravan del 1167 si cominciò ad intuire la pericolosità, per la Chiesa cattolica, dei Catari. Papa Alessandro III li condannò come eretici, condanna che venne confermata in seguito da Innocenzo III e Onorio III. Nel 1206 San Domenico di Guzmàn cercò di predicare contro i Catari, ma non ebbe successo. Tutto il popolo cataro fu massacrato per ordine della chiesa. Quelli che si salvarono furono messi al rogo.

 

Il Canaro

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mercoledì, 10 ottobre 2007

La vita al contrario

Potrebbe essere la soluzione...........La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo. Woody Allen

Postato da Lapo, il filosofo del sesto senso

16:14 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: woody allen | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 09 ottobre 2007

Alessandro il Grande e Diogene

E’ piacevole filosofare all’ombra di questo noce, magari in compagnia dei nostri cani e … della nostra mente lasciandola andare dove vuole che vada. Già la mente umana; a proposito della quale vorrei ricordare una storia vera ed antica che riguardò Alessandro il Grande, conquistatore del mondo, e Diogene, un mistico che visse in Atene durante il quarto secolo prima di Cristo. Diogene non possedeva nulla eccetto che una botte presso la quale viveva con grande serenità e pacifico stato d’animo. Alessandro avendo udito di lui desiderò incontrarlo. Quell’incontro fu uno dei più interessanti incontri della storia umana. Quando Alessandro raggiunse Diogene per conoscerlo lo trovò disteso al sole lungo una riva. Alessandro lo approcciò dicendogli che egli grandemente lo ammirava, e poi gli domandò se c’era qualcosa che poteva fare per lui. Diogene ebbe un momento di pausa e poi rispose: “ sì, puoi fare qualcosa per me: scostati dal sole ”. Una bella risposta ! L’uomo più potente al mondo stava per offrirgli qualcosa  e Diogene gli chiese di scostarsi dal sole. Dunque ecco una persona la cui mente non necessitava di nulla. Alessandro disse: “ Quando avrò finito di conquistare il mondo verrò qui dove tu sei e mi rilasserò insieme a te . Diogene rispose: “ non c’è bisogno di conquistare il mondo prima, ma puoi sederti e rilassarti da ora ”. Alessandro rispose: “ No io prima devo conquistare il mondo ”. E Diogene replicò: “ tu allora non smetterai mai e morirai nel mezzo della battaglia ”. E così avvenne ! Insomma la mente umana nel bene e nel male necessita sempre di fare qualcosa. Così forse è nella scelta di ben fare o di astenersi dal fare del male che l’uomo si contraddistingue dalla bestia. Già, ma cosa è fare del bene magari per l’umanità? Io comincio con il fare del bene a me stesso e pertanto mi rilasso con questi miei pensieri sotto il noce della filosofia, anche perché domani è lunedì e si torna a lavoro, chissà da quante persone, emozioni, pensieri, desideri, obiettivi, problemi e attività la nostra mente sarà occupata . Ma mentre mi stò fermando per qualche attimo ecco che arrivano all’assalto i miei cani che mi chiedono di andare leccandomi le mani e saltandomi addosso con le loro quattro zampe. Così mi muovo, la mia mente riparte e dico loro andiamo, stavolta con un interrogativo filosofico davvero semantico: è meglio avere un amico cane o un cane per amico?

Lo Sparviero, filosofo della natura

19:29 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: alessandro il grande, diogene | OKNOtizie |  Facebook

sabato, 06 ottobre 2007

Il concilio di Nicea

L’eterno intreccio perverso e sanguinario (ricordiamo il genocidio dei Catari) tra chiesa e stato nasce col concilio di Nicea del 325 d.c., dove Costantino ha dato un'autorità al cristianesimo all'interno dello Stato con tutti i benefici che ne derivano. A quei tempi la lotta all'interno del cristianesimo dei vescovi e religiosi furono molto aspre perché ognuno voleva imporre le proprie idee su come interpretare il cristianesimo e imporre i propri dogmi, quindi avere un potere totale, temporale e spirituale. Altro che ispirazione divina, solo lotta di classe che vide vincitori e perdenti. Così si formarono 5 grandi correnti, 56 chiese e 172 ordini e congreghe, ognuno convinto di essere depositario della Verità. Fu Costantino, un’imperatore romano, a mettere pace e stabilire cosa giusto e cosa sbagliato a seconda gli interessi dello stato. I perdenti furono marchiati come eretici. Ricordiamo che quel santo di Costantino alla fine del concilio, tornato a Roma, fece strage della sua famiglia per motivi di gelosie.

 

Il Canaro

10:50 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: concilio di nicea | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 04 ottobre 2007

I figli

Il Profeta incontrò nella sua via una famiglia con numerosi figli, invero loro erano molto avviliti dal futuro dei giovani, alchè il filosofo disse: " I vostri figli non sono i vostri figli. Essi non provengono da voi ma per tramite vostro e benchè stiano con voi non vi appartengono. Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri, perchè essi hanno i propri pensieri. Non cercate di renderli simili a voi perchè la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri. Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi che vanno rapide e lontano. "

Da "Il Profeta" di Gibran

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lunedì, 01 ottobre 2007

Contenuti dei codici di Nag Hammadi

Nei codici di Nag Hammadi, insieme al Vangelo di Tommaso, legato insieme nello stesso volume, si trovò il Vangelo di Filippo, che afferma come la consorte di Cristo fosse Maria Maddalena, che Gesù soleva baciare spesso sulla bocca, cosa che rendeva gli altri discepoli indispettiti perché Lui l'amava più di quanto amasse loro. Insieme a questi vangeli, vi era l'Apocrifo (libro Segreto) di Giovanni. I cinquantadue testi di Nag Hammadi danno una visione dei primi secoli dell'era cristiana, e conservano alcuni testi del tutto ignoti fino al momento della loro scoperta. Alcuni di questi testi cristiani primitivi sono: il Vangelo di Verità, il Vangelo degli Egiziani, il Libro Segreto di Giacomo, l'Apocalisse di Paolo, la Lettera di Pietro e di Filippo, l'Apocalisse di Pietro, l'Apocalisse di Adamo,il Vangelo di Maria... Inoltre testi con titoli particolari: Il Testimonio di Verità (ambientato nel Giardino dell'Eden, ma visto dalla parte del serpente!);il Tuono,la Mente Perfetta, in cui si parla in termini di potenza divina al femminile; l'Origine del Mondo, l'Ipostasi degli Arconti, Dialogo del Salvatore, la Parafrasi di Shem,l'Insegnamento Autorevole[...] Dobbiamo considerare che la chiesa non riconosce questi vangeli e questi codici, ma basa la sua dottrina sul vangelo di Paolo, che era detto dai cristiani primitivi "il mentitore", "il bugiardo",infatti in pieno contrasto con Giacomo detto "il giusto". Giacomo il Giusto, fratello di Gesù, fu il vero fondatore del cristianesimo, che non è quello della chiesa di oggi "costruita" al concilio di Nicea nel 325 d.c. dall'imperatore Costantino.

Il Canaro, vangelofilo.

 

 

sabato, 29 settembre 2007

Monaci buddhisti birmani

999de35deb34e338a1b50f70cc829927.jpgPare che alcuni militari birmani si siano rifiutati di sparare e si siano inginocchiati davanti ai monaci buddhisti. Questi religiosi meritano il massimo rispetto, sono veramente poveri, non violenti, affrontano con umiltà qualunque controversia anche tragica e non dipendono da alcun ricco e potente enclave. Non influenzano la vita di nessuno con anatemi, non hanno dogmi e basta guardarli per ricevere un senso di serenità. Hanno una sola grande verità: tutto ciò che farai ti sarà restituito, nel bene e nel male. Penso che ciò basti per convincere la gente ad avere una vita giusta (e i militari a non sparare).

Il Canaro

09:00 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: monaci birmani, buddhismo | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 28 settembre 2007

I codici di Nag Hammadi

Si tratta di 13 papiri, che furono ritrovati in una giara di terracotta da un abitante del villaggio di al - Qasr, presso un monastero cenobita (monaci cristiani) pacomiano. La zona del ritrovamento è situata accanto alla parete rocciosa di Jabal - al Tarif, circa 450 km a sud del Cairo, in Egitto. I papiri rimasero nascosti per lungo tempo dopo il ritrovamento e in seguito ad una complessa vicenda, dopo essere stati dispersi, furono recuperati e messi a disposizione degli studiosi. I testi contenuti nei codici sono, per la maggior parte, scritti gnostici, ma includono anche tre opere appartenenti al Corpus Hermaticus, opera di Ermete Trismegisto antecedente a Mosè, ed una parziale traduzione della Repubblica di Platone. L'opera di Ermete Trismegisto e il cristianesimo hanno moltissimi punti in comune. Si ipotizza che tali codici appartenessero alla biblioteca di un monastero della zona, e che i monaci li abbiano nascosti per salvarli dalla distruzione (dei nuovi cristiani), quando si cominciò a considerare lo gnosticismo (dottrina della salvezza tramite la conoscenza) come eresia. La condanna dello gnosticismo da parte della chiesa serve a costringere l'uomo a rivolgersi a Dio solo tramite i sacerdoti e i suoi sacramenti, questo è il loro intento. Prestiamo attenzione al fatto che tale decisione di eresia non esisteva nel cristianesimo primordiale, quindi è solo un'invenzione della chiesa di cui i cenobiti dovettero difendersi. I nuovi concetti-cardine come la resurrezione della carne o la Verginità di Maria vengono affrontate in chiave simbolica e considerate ingenui malintesi. In alcuni testi di Nag Hammadi si polemizza asserendo che la vera chiesa è quella degli gnostici e questi rifiutavano l'autorità del clero, il credo e il canone del Nuovo Testamento.

Il Canaro, papirofilo.

 

 

giovedì, 27 settembre 2007

I tanti volti della gallina

Al margine di un campo agricolo, una gallina attraversa la strada.....
DOMANDA: Perché la gallina ha attraversato la strada?

CARTESIO: per andare dall'altra parte.
PLATONE: Per il suo bene. Dall'altra parte c'è la Verità.
ARISTOTELE: E’ nella natura della gallina attraversare le strade.
KARL MARX: Era storicamente inevitabile.
IPPOCRATE: Forse a causa di un eccesso di secrezione del suo pancreas.
CAPITANO KIRK: Per arrivare fin dove nessun'altra gallina era mai stata prima.
MOSÈ: La gallina attraversò la strada e Dio vide che ciò era buono.
MARTIN LUTHER KING: Ho sognato un mondo in cui tutte le galline fossero libere di attraversare la strada senza dover giustificare il loro atto.
RICHARD NIXON: La gallina non ha attraversato la strada, lo ripeto, la gallina non ha MAI attraversato la strada!
MACHIAVELLI: Il fatto importante è che la gallina abbia attraversato la strada. Chi se ne frega di sapere il perché? Il fine in sé di attraversare la strada giustifica qualunque motivazione.
SIGMUN FREUD: Il fatto che vi preoccupiate del fatto che la gallina abbia attraversato la strada rivela il vostro profondo latente senso di insicurezza sessuale.
BUDDHA: Porre questa domanda rinnega la natura della gallina.
GALILEO: E pur lei attraversa.
DE GAULLE: La gallina ha forse attraversato la strada, ma non ha ancora attraversato l'autostrada!
EINSTEIN: Il fatto che sia la gallina che attraversa la strada o che sia la strada che si muove sotto la gallina dipende unicamente dal vostro sistema di riferimento!
GEORGE W. BUSH: Il fatto che il pollo abbia potuto attraversare questa strada in tutta impunità, malgrado le risoluzioni dell'ONU, rappresenta un affronto alla democrazia, alla libertà, alla giustizia. Questo prova indubbiamente che noi avremmo dovuto già bombardare questa strada da molto tempo. Al fine di assicurare la pace in questa regione, e per evitare che i valori che noi difendiamo non siano ancora una volta beffati da questo genere di terrorismo, il governo degli Stati Uniti d'America ha deciso di inviare 17 portaerei, 46 cacciatorpediniere, 154 incrociatori, appoggiati a terra da 243000 marines e nell'aria da 846 bombardieri, che avranno il compito, in nome della libertà e della democrazia, di eliminare ogni traccia di vita dei pollai per un raggio di 5000 km; in seguito di assicurarsi con tiri di missili teleguidati che tutto ciò che assomiglia, da vicino o da lontano, a un pollaio sia ridotto a un mucchio di cenere e non possa più minacciare la nostra nazione con la sua arroganza.  Noi abbiamo deciso che poi questo paese sarà generosamente preso in custodia dal nostro governo, che ricostruirà dei pollai seguendo le norme di sicurezza in vigore, con a capo un gallo democraticamente eletto dall'ambasciatore degli Stati Uniti. Per il finanziamento di queste ricostruzioni noi ci accontenteremo del controllo totale della produzione di cereali della regione per 30 anni, disponendo che gli abitanti locali beneficeranno di una tariffa preferenziale su una parte di questa produzione, in cambio della loro totale collaborazione. In questo nuovo paese di giustizia, di pace e di libertà, noi possiamo assicurarvi che mai più un pollo tenterà di attraversare una strada, per semplice buona ragione che non ci saranno più strade, e che le galline non avranno più le zampe. Che Dio benedica l'America!

(tratto da nardonardo)

Testarossa, filosofo e artista.

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martedì, 25 settembre 2007

Calloduro e la festa del patrono

Calloduro, grande filosofo cugino di Euristicchio, andò incontro al Canaro per avviarsi insieme alla festa del patrono. Lì interloquirono a lungo sulle superstizioni e paganesimo di queste feste e come la Chiesa non intervenisse per abolire questo fanatismo pseudo religioso che non aveva niente da invidiare all'idolatria dei Totem ai tempi dei pellerossa. Calloduro, in particolare, notava la statua del santo coperta di collane, gioielli e ori vari e come il sacerdote, in cima a questa "bancarella", si prodigasse con grande serietà ad elargire benedizioni, come  a convincere il volgo che tutto ciò fosse apprezzato da Dio. Sembrava di assistere all'adorazione del vitello d'oro. Questo fatto provocò grande ilarità ai due filosofi, ma il loro animo, invero, era colmo di tristezza. Come può l'uomo arrivare a tanta ignoranza e come può la Chiesa approfittare di questo, invece d' insegnare che al Divino non servono statue colme di gioielli e che le benedizioni sono soltanto chiromanzia ? Nessun uomo, invero,  può benedire un'altro uomo, ma solo il Divino che, credetemi, lo fa ad ogni sorger del sole. Calloduro e il Canaro abbandonarono la festa sgranocchiando " calia e semenza ", l'unica cosa seria di quella serata.

Il Canaro

 

 

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lunedì, 24 settembre 2007

Esperienze premonitrici comuni a molte culture: dall'antica Grecia alla Cina

Ci sono persone che risolvono le paure della morte, come Charles Rasmussen, capitano della marina mercantile in pensione che stava morendo di cancro a 85 anni. Era divorato dalla paura, ma una sera in sogno vide se stesso navigare in acque inesplorate e provò ancora una volta il brivido dell'avventura che lo induceva ad attraversare un vasto e scuro tratto di mare aperto sapendo di poter tenere la rotta. "È strano ma non ho più paura di morire", ha detto dopo quel sogno. La morte per lui non era più la fine, ma una traversata. Come Bulkley ha rivelato nel libro "Dreaming Beyond Death" (Sognare oltre la morte), molte persone nelle loro ultime settimane o giorni di vita fanno sogni straordinari che spesso li aiutano a lottare con le proprie paure, a trovare un significato di grande portata nella propria vita, e persino a riappacificarsi con i parenti. Eppure troppo sovente chi assiste i morenti liquida i loro sogni come deliri o immeritevoli di attenzione. Non così il reverendo Bulkley che ha discusso i sogni con i pazienti dell'Hospice of Marin in California. Tale esperienza l'ha ispirata a scrivere, in collaborazione col figlio Kelly Bulkley, past president dell'International Association for the Study of Dreams, il primo libro dedicato al paradossale potere di affermazione del significato della vita che si ha in sogno in procinto di morire.La conoscenza di sogni premonitori o significativi a poche ore dalla morte è comune a molte religioni e culture, dalla Cina e l'India all'antica Grecia. L'ultimo sogno che lo psicologo Carl Jung fu in grado di comunicare ai suoi seguaci, qualche giorno prima della morte, fu quello di una grande pietra sulla quale erano incise le parole: "Questo è il segno per voi di Integrità e Unità". Secondo Jung stava a significare che il lavoro della sua vita era giunto a conclusione. Socrate e Confucio parlarono anch'essi di sogni significativi poco prima delle rispettive morti. Ciò nonostante, in epoca moderna sono stati condotti studi poco sistematici su questi sogni. Le difficoltà insite in tale impresa sono ovvie: non è possibile costringere le persone cui rimane da vivere una settimana o due a prendere parte a studi formali ed è altrettanto difficile che siano loro a recarsi in una clinica e a offrirsi volontari. Di conseguenza sono dipendenti degli ospizi e parenti dei morenti ad aver raccolto il maggior numero di dati su tali episodi. In questi sogni affiorano alcuni temi ricorrenti, come partenze, incontri con i propri cari già scomparsi, orologi fermi. Spesso le immagini sono assai eloquenti. Una donna, per esempio, ha sognato che una candela sul davanzale della sua finestra veniva spenta e di ritrovarsi avvolta dalle tenebre, un simbolo di morte che l'ha spaventata finché la candela non si è riaccesa da sola, questa volta fuori dalla finestra. Un uomo ha invece tentato di interpretare un sogno nel quale due persone abbracciate danzavano lasciando dei segni visibili dei loro movimenti, quasi fossero nastri che disegnano un motivo. L'uomo al termine del sogno ha chiesto al reverendo Bulkley: "Dopo tutto, esiste davvero un disegno, non è così? In qualche modo noi tutti ci apparteniamo". Non tutto ciò che si sogna alla vigilia della propria morte può essere così rassicurante, però: talvolta si sogna di essere inseguiti o di lanciarsi con un'auto senza conducente in un fossato, di entrare in un santuario o in una cattedrale poco prima che un tornado spazzi via il tetto e risucchi il malcapitato. Questi sogni sono da considerare segnali di problemi lasciati irrisolti, ma, riportando l'attenzione su essi, gli incubi aiutano chi sogna a trovare la pace. Spesso i morenti interpretano i sogni antecedenti la morte come conferme della loro fede. Una malata di cancro assistita da Bulkley è stata colta da qualche dubbio sulla natura di Dio. Per tre notti di seguito ha sognato dei grossi sassi che pulsavano irraggiando un'innaturale luce blu. Per lei quei massi rappresentavano un essere divino non identificabile, seppure reale. "Non mi serve sapere nient'altro - ha detto a Bulkley - Dio è Dio". Poi la donna ha avuto un ultimo sogno, nel quale i sassi si trasformavano in una sorta di sentiero diretto verso una brillante luce dorata. "Mi sta chiamando, voglio andare" ha detto la paziente a Bulkeley quella mattina. E il giorno dopo si è spenta in pace e serenamente.

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domenica, 23 settembre 2007

Euristicchio e la famiglia

O Maestro, perché oggi si parla di disgregazione della famiglia? La mia era una cosiddetta famiglia unita, ma perché mio padre comandava e mia madre, volente o nolente, ubbidiva. A me non sembrava unita, era più che altro un sopravvivere, senza amore. Mio padre spesso gridava contro di lei e di me, ma più che altro si sfogava delle sue frustrazioni . Mia madre spesso piangeva, quando era sola, l'ho sentita origliando dietro la porta. E poi c'era mio zio che guardava in modo strano mia sorella sedicenne, a volte lei scappava perché lui la toccava in modo strano. O Canaro, io non ero felice in questa famiglia unita. Il Canaro si commosse a queste parole e con gli occhi lucidi e un nodo alla gola gli disse: Vedi Euristicchio, quello che non può essere confutato è che le leggi della natura sono leggi divine. Queste leggi stabiliscono che l'uomo debba inseminare più donne e che, quindi, le donne siano inseminate da diversi uomini. Questo perché ci sia al mondo una progenie geneticamente diversa, sana e forte. La famiglia "unita", di cui parla certa politica e la Chiesa, è una creazione sociale, quindi senza vere basi naturali e inevitabilmente con la tendenza a crollare. Oggi la società con una donna finalmente libera e autonoma, sta ritornando verso le leggi naturali, divine, con la procreazione di più figli da uomini diversi. Questa non è evoluzione, ma ritorno alle origini, è una tendenza che non si potrà arrestare, malgrado tutti gli anatemi. Finalmente la nuova società ritroverà il suo assetto più consono alla natura riproduttiva dell'uomo, imparando a soffocare l'istinto di posseso verso il proprio partner e i propri figli, ognuno di loro un essere libero con una propria strada da percorrere e scopo nella vita. Euristicchio il sesso non è peccato, mentre la fornicazione è deleteria, ma per fornicazione si intende l'incesto, che renderebbe l'uomo geneticamente debole e malato.

 

 

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sabato, 22 settembre 2007

Olimpiadi in Cina, un incoraggiamento giusto?

Le olimpiadi, si sa, generano in ogni abitante del paese ospite un gran senso di fierezza. Dal cittadino al capo del governo, tutti gioiscono. Con un certo tono di soddisfazione ed un profondo senso nazionalista i padroni di casa sanno bene che, per due settimane, il loro paese sará al centro dell'attenzione internazionele e che sugli schermi di tutto il mondo si vedranno le loro cittá con il loro palazzi e monumenti, le strade ed i mercati riempiti di visi con i loro stessi connotati e migliaia di bandierine con i loro colori sventolare al vento. Atleti, cronisti, giornalisti, cameramen, fotografi, diplomatici, politici ma soprattutto centinaia di migliaia di spettatori non solo punteranno i loro occhi sul loro paese ma fisicamente cammineranno su e giù i loro viali, prenderanno le loro metropolitane, saliranno sui loro taxi e compreranno i loro prodotti. Quell'attenzione internazionale, quella pacca sulla spalla, quel sorriso amichevole e complice che ogni paese dà a colui che ospita l'evento. "Complimenti, quest'anno tocca a te!" é la frase che probabilmente ogni nazione partecipante dirige ai padroni di casa. Oggigiorno sono pochi i paesi che forse davvero meritano quella pacca sulla spalla, quel sorriso amichevole che spinge ad andare avanti. C'é chi sperimenta armi nucleari negli oceani e chi getta bombe per accaparrarsi un bel po' di petrolio. C' é chi fa saltare in aria mercati pieni di persone e chi occupa territori altrui. In un momento in cui il mondo é perfettamente diviso in due con i benestanti da un lato ed i disgraziati dall'altro forse é difficile dire chi merita e chi non merita quella medaglia d'oro che ogni evento, come quello delle olimpiadi, assegna al paese in questione. Tra esattamente un anno toccherá alla Cina. Beijiin 2008 Olimpics ormai appare ovunque: cartelloni, banners, reclame televisive, prime pagine, riviste, cartoline. Moltissimi ancora non se ne capacitano, il Daila Lama chiede che si boicottino, altri ancora si chiedono perché. Le olimpiadi si terrano in Cina, in quella Cina che dal 1975 al 1979 ha sponsorizzato il governo pazzo e genocida di Pol Pot, aiutandolo a sterminare oltre tre milioni di persone. Nella Cina che dal 1988 ad oggi supporta il regime militare in Birmania, quel regime che entró in scena massacrando piú di 4000 civili. Nella Cina che, l'anno dopo, nel 1989 fece la stessa cosa in Tiananmen Square sparando su centinaia di studenti. Nella Cina che dal lontano 1949 ad oggi tiene schiacciato sotto un sanguinario pugno di ferro uno dei paesi, forse l'unico, piú pacifista del mondo, il Tibet. Nella Cina che viola ogni legge per i diritti umani e che divora quotidianamente le poche risorse naturali rimaste nel sud-est asiatico e che ora ricerca, con successo, in Africa. La Commissione Internzionale per le Olimpiadi ha asegnato alla Cina, a quella Cina, l'onore di tenere in casa propria l'evento sportivo piú prestigioso della storia. Un prestigio che forse, secondo alcuni, non merita. Una pacca sulla spalla che forse invece andava data sul sedere. Un consenso forse di troppo. Dopo i grandi scambi di mercato, i colossali investimenti ed i stretti patti economici, forse dare alla Cina un ulteriore incoraggiamento come questo, proprio non era il caso. Saranno in molti a seguire il consiglio Made in Tibet, cioé di boicottare le olimpiadi in Cina, questo probabilmente non cambierá nulla e sicuramente neanche l'Oracolo del Daila Lama stesso sará in grado di indovinare dove porterá, ma sicuramente da qualche parte il messaggio arriverá e qualche occhio sulle olimpiadi in Cina toglierá.

Mister Serius, primogenito del Canaro

09:20 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: olimpiadi in cina | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 20 settembre 2007

Euristicchio e la verginità della Madonna

Euristicchio, con la curiosità pragmatica di chi è giovane, chiese al Canaro come fosse stato possibile che una donna che avesse avuto uno o più figli fosse rimasta vergine. Il filosofo spiegò al giovane che erano superstizioni , detti dogmi, di una dottrina sessuofoba, che considerava la donna un essere lascivo e lussurioso, non considerando che, essendo anch’ essa generata dal Divino, aveva ereditato da Lui tutti quegl’ istinti necessari all’ accoppiamento e quindi alla riproduzione di un altro essere. " O Euristicchio, io amo invece pensare che Maria abbia veramente amato Giuseppe, di un amore passionale e il concepimento sia avvenuto con un intenso orgasmo, tale da averla elevata al Divino in una grande estasi, come succede a qualunque uomo o donna. Questo è il vero miracolo della natura. "

Il canaro

11:40 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: verginità madonna | OKNOtizie |  Facebook

mercoledì, 19 settembre 2007

Euristicchio e l'Uomo

Ed Euristicchio, desideroso di conoscenza, chiese al Canaro: " O Maestro, dicci, chi è l'uomo? "  Così rispose: " O Euristicchio, mio dolce allievo, l'uomo può essere di sette livelli. Il primo livello è quello più vicino all'essere animale, quello del settimo livello è l'uomo più vicino al Divino. In questi sette livelli si manifesta l'essere dell'uomo, chi è più legato alla materia chi allo spirito. Questo dualismo, invero, confonde la mente umana. Per questo, ricordati Euristicchio di non perderti lungo la via, perchè l'uomo è un  viandante e la sua lunga strada, fatta di ciottoli aguzzi, è quella di salire di livello per avvicinarsi al Divino. Guai a coloro che la discendono.

 

 

Il Canaro

16:50 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: uomo, umanità | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 17 settembre 2007

L'orrenda fine di Giordano Bruno, filosofo

c56a57b826f84689736e70e6298c8a43.gifIl Vaticano ha chiesto scusa a Giordano Bruno, ma non tutti sanno la fine che gli ha fatto fare questa Chiesa infallibile e ispirata dal Cristo.

Il 20 gennaio 1600 Clemente VIII, considerando ormai provate le accuse e rifiutando la richiesta di ulteriore tortura avanzata dai cardinali, ordinò che l’imputato, "eretico impenitente, pertinace , ostinato", fosse consegnato al braccio secolare. Ciò significava, nonostante la presenza nella sentenza della solita ipocrita formula che invocava la clemenza del Governatore, la morte per rogo. L’8 febbraio la sentenza fu letta nella casa del Cardinal Madruzzo e fu allora che Giordano Bruno, come riferisce un attendibile testimone oculare (lo Schopp) rivolto ai giudici, pronunciò la famosa frase "Forse avete più paura voi che emanate questa sentenza che io che la ricevo". Il successivo giovedi 17 febbraio 1600 - anno santo - venne condotto a Campo de’ Fiori con la lingua in "giova" cioè con una mordacchia che gli impediva di parlare e qui, spogliato nudo e legato a un palo venne bruciato vivo. Aveva messo in pratica e purtroppo sperimentato sulla sua pelle una considerazione di molti anni prima e cioè che "dove importa l’onore, l’utilità pubblica, la dignità e perfezione del proprio essere, la cura delle divine leggi e naturali, ivi non ti smuovi per terrori che minacciano morte".

Speriamo che Cristo non ispiri più nulla del genere alla Chiesa.

Il Canaro

22:05 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: giordano bruno | OKNOtizie |  Facebook

domenica, 16 settembre 2007

Da " Il Profeta " di Gibran

E la gente chiese al Profeta: " Parlaci del Donare. "

Ed egli rispose :  " Donerete ben poco se donerete i vostri beni. E quando fate dono di voi stessi che donate veramente e non solo a chi merita. E voi che ricevete non vi addossate un carico di gratitudine."

19:30 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: donare, gibran | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 13 settembre 2007

L'aquila Bruna

Un’aquila, di nome Bruna, volava bassa sulla foresta guardando ogni giorno la vita felice di un branco di lupi che vivevano nel loro territorio ricco di selvaggina e acqua, li considerava parte della sua vita. Un giorno si accorse che una coppia giovane di lupi, sana ,forte e in cerca di un buon posto di caccia, si avvicinava al territorio del suo branco. Lo scontro fu inevitabile. I due poderosi lupi scacciarono il branco impadronendosi del territorio conteso. L’aquila rimase scossa da questo avvenimento, il suo branco, che viveva una vita felice e agiata, vagava ora sperduto senza meta e senza risorse. Bruna sentì il desiderio di volare un po’ più in alto, come a distaccarsi dalle brutture del mondo. Il nuovo branco di lupi crebbe felicemente, si moltiplicò e altre lotte furono inevitabili per allargare il territorio e sfamare tutti, per avere una vita agevole e di privilegi. Bruna soffriva sempre di più nel vedere i lupi sbranarsi tra loro, i più forti vivevano sazi e felici, la maggioranza vagava affamata ai margini, alla ricerca di piccole prede. Questa disumana situazione era intollerabile e Bruna salì sempre più in alto nel cielo, dove l’aria era sottile, la luce più brillante, il suo essere si inebriava a questa altezza mai provata sino ad ora da un altro essere e il suo organismo sentiva sempre meno i desideri, i dolori  e le necessità terrene. Da quell’altezza diede un’altra occhiata giù e vide una coppia di lupi enormi, fortissimi come mai visti, che si avvinava al branco che dominava il territorio così conteso. Anche in questo caso la lotta fu furibonda e sanguinaria, i piccoli vennero dilaniati e gli adulti, feriti, scapparono disperdendosi. Ora erano loro a vivere ai margini, arrangiandosi. Bruna non sopportò che la storia si ripetesse. Sapeva che tutto ciò non avrebbe avuto mai fine, o perlomeno fin tanto che i lupi non avessero innalzato le loro coscienze. Così andò ancora più in alto, dove ormai tutto era rarefatto e puro, così in alto che il suo essere diventò spirito . L’aquila Bruna finalmente avvertì la pace dentro se stessa, aveva finalmente trovato il suo vero essere.

IlCanaro

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mercoledì, 12 settembre 2007

Euristicchio e il Canaro

Ed Euristicchio un pò titubante chiese: " O Canaro, chi è il Divino? " E il maestro rispose: " O giovane Euristicchio, risponderò alla tua domanda anche se il capire non ti sarà facile, perchè così grandiosa è la sua maestà che il concepire, per la materia, è assai arduo. Il Divino è energia, un'energia così potente che la materia al suo cospetto si disintegrerebbe in un baleno, un'energia così grandiosa che tiene insieme gli atomi d'un sasso, dà vita ad un essere e governa un universo di cui la terra è una infinitesimale partecilla.
Quest'energia è trina, cioè è positiva, negativa e neutra, come nella materia, infatti noi non siamo dissoluti da Lui ma un'unica cosa. Noi siamo Lui ! "
Euristicchio guardò ammirato e perplesso il suo maestro e cercò con la fantasia di immaginare quanto appena rivelatogli, ma la cosa gli fu ostica.

Da "I dialoghi con Euristicchio" .

14:50 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: dio, divino | OKNOtizie |  Facebook

Mister Serius in meditazione

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09:05 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 11 settembre 2007

Neruda, Ode al cane

Il cane mi domanda e non rispondo. Salta, corre pei campi e mi domanda senza parlare e i suoi occhi sono due richieste umide, due fiamme liquide che interrogano e io non rispondo, non rispondo perché non so,  non posso dir nulla. In campo aperto andiamo uomo e cane. Brillano le foglie come se qualcuno le avesse baciate a una a una, sorgono dal suolo tutte le arance a collocare piccoli planetari su alberi rotondi come la notte, e verdi, e noi, uomo e cane, andiamo a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio, nella campagna "siciliana", fra le limpide dita di settembre. Il cane si ferma, insegue le api, salta l'acqua trepida, ascolta lontanissimi latrati, orina sopra un sasso, e mi porta la punta del suo muso, a me, come un regalo. E' la sua freschezza affettuosa, la comunicazione del suo affetto, e proprio lì mi chiese con i suoi due occhi, perchè e' giorno, perchè verrà la notte, perchè la primavera non portò nella sua canestra nulla per i cani randagi, tranne inutili fiori, fiori, fiori e fiori. E così m'interroga il cane e io non rispondo. Andiamo uomo e cane uniti dal mattino verde, dall'incitante solitudine vuota nella quale solo noi esistiamo, questa unità fra cane con rugiada e il poeta del bosco, perchè non esiste l'uccello nascosto, ne' il fiore segreto, ma solo trilli e profumi per i due compagni: un mondo inumidito dalle distillazioni della notte, una galleria verde e poi un gran prato, una raffica di vento aranciato, il sussurro delle radici,la vita che procede,e l'antica amicizia, la felicità d'essere cane e d'essere uomo trasformata in un solo animale che cammina muovendo sei zampe e una coda con rugiada.

09:10 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: ode al cane, neruda | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 10 settembre 2007

I dialoghi con Euristicchio

E nel momento del riposo il giovane Euristicchio mi venne in sogno avvolto nelle sua candida toga bianca e mi chiese: " O maestro, dicci perchè esiste la sofferenza ? "
Risposi io: " Nel momento della nostra esistenza di maggior serenità può succedere che un cataclisma stravolga la nostra vita. Profonde ferite, a volte indelebili, rimangono scolpite nel nostro animo, nella nostra mente, nel nostro fisico. Non disperatevi di ciò perchè questi travolgimenti sono indispensabili per la crescita spirituale di ognuno di noi e ricordate che la sofferenza è una grazia del Divino che a Lui ci avvicina. Accettiamo dunque la sofferenza con rassegnazione e con essa ingigantiamo la nostra fede, perchè questo è lo scopo della nostra attuale vita."

Tratto da " I dialoghi di Euristicchio col Canaro "

13:50 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: sofferenza | OKNOtizie |  Facebook

domenica, 09 settembre 2007

Dal grande Totò filosofo, "a livella"


podcast

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sabato, 08 settembre 2007

Dialogo con Testarossa da Militello, filosofo

Oggi, nel giorno dedicato al riposo, ho da dirvi che, come interloquì l'esimio filosofo Testarossa: "speriamo che le nostre colpe si possano pagare a rate", è questo è vero, mio caro amico, innumerevoli reincarnazioni sono necessarie per pagare i nostri debiti ed esaudire i nostri futili desideri.

Come disse il buon Gesù, che combattè l'invasione della sua patria da parte dell'Impero Romano e per questo crocifisso, "occhio per occhio, dente per dente" e dunque " chi di spada colpisce di spada perisce", profetizzando la reincarnazione allora sconosciuta alle menti limitate del volgo e succube della violenza romana.

Da oggi pensate bene, dunque, alle vostre azioni perchè nulla scamperà a questa legge del Divino e che il suo battito di ciglia è di 1.200 anni e quindi il tempo da noi misurato è cosa miserevole.

 

 

IlCanaro, godete della sua amicizia.

 

23:05 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: reincarnazione, colpe | OKNOtizie |  Facebook

Quotidianità

O voi Filosofi che avete la mente impegnata a fare di conto, curate i vostri simili, costruite con la vostra arte o professate la politica ricordate che nei giorni di maggiore austerità e tribolazioni, il demonio è la materia, che si riproduce da se e si nutre di se stessa. Questo è l'inferno in cui viviamo prodotto da una vibrazione del Divino a cui un giorno ritorneremo dopo aver esaudito i nostri desideri e pagato le nostre colpe nel contesto di molte vite. Questo insegnamento ci consoli.

Dal vostro canaro i rudimenti di un sapere sconosciuto ai più.

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venerdì, 07 settembre 2007

Pablo Neruda, il poeta - Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

22:00 Scritto da: lafilosofia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: pablo neruda, lentamente muore | OKNOtizie |  Facebook

Giovialità

Rammentate o filosofi, che per non essere ostica, la filosofia va affrontata con ironia, ilarità, buon umore ed ermetismo.
Ermetismo, in modo che solo i più avanzati possono capire i significati più reconditi.

Il Canaro

17:55 Scritto da: lafilosofia in Filosofia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: filosofia e giovialità | OKNOtizie |  Facebook

Rapporti tra filosofi

Che i filosofi non dimentichino di mandare un ossequio quotidiano ai suoi colleghi. Il sentirsi uniti aiuta la nostra lotta quotidiana contro le malvessazioni altrui in quanto, rammentate, l'uomo nasce da un incesto col demonio. Il cordiale verbo degli amici ci avvicina al Divino e di questo ne abbiamo immensa e vitale necessità. Che il lavoro non abbrutisca la nostra mente e pensieri felici occupino il nostro io. Condividiamo questi felici pensieri tra noi filosofi e nutriamoci l'anima di questo.

Godete del canaro e pregiatevi di vivere nel suo tempo perchè il suo stampo è stato definitivamente smarrito!

17:50 Scritto da: lafilosofia in Filosofia | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: filosofi | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 06 settembre 2007

Il noce della filosofia

7eb492e9f4ebf656ce303e258d8b748d.jpgCari filosofi, cari amici,

esiste un noce con una tavola rotonda sotto, dove si fà filosofia. Questo blog trasferisce in rete in modo virtuale questo noce, sediamoci tutti attorno a questa tavola rotonda e filosofiamo. La scuola purtroppo ci ha reso ostica questa materia, ma la filosofia, invero, ci rende comprensibile  la visione della vita, meno materialistica e più spirituale. La filosofia ci dà saggezza e ci aiuta a capire il vero scopo della nostra esistenza, innalzando il nostro sguardo come un aquila che vede il mondo dall'alto, a nostra differenza che ci possiamo paragonare a cavalli coi paraocchi. Avere coscienza del se' e vedere gli altri per quello che veramente sono, senza trucchi, senza fronzoli, senza titoli, senza differenze economiche. E poi forse ci dà la cosa più importante, l'approccio vero verso la morte sia nostra che dei nostri cari, dandogli un significato che va aldilà di un corpo senza più vita di cui sentiamo la mancanza quotidiana e ci mostra il futuro per  il nostro vero io, quello spirituale. Un futuro che ci riunisce al Divino che ci ha generati da una vibrazione della sua stessa essenza, per cui un giorno ritorneremo tutti ad essere una cosa sola. Quindi mi chiedo "cosa vale l'individualismo del mondo materiale? " 

Filosofiamo, amici, ci fa bene al corpo e all'anima.

Il Canaro, filosofo un po' serio e un po' faceto.  

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